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SIAMO CAPACI DI COLTIVARE UN SOGNO

"Ogni americano con un po' di sangue nelle vene è da sempre disposto a scommettere il suo ultimo spicciolo su un sogno". Così almeno sosteneva nel 1931 James Truslow Adams, quando pubblicò un libro che per la prima volta parlava del "sogno americano" (Jeremy Rifkin: "Il sogno europeo", ed. Mondadori). E' questa la caratteristica degli americani che ha reso grande l'America.
 E, se ci riflettiamo, lo stesso è successo e succede anche per noi, sia nella nostra dimensione pubblica che in quella privata.
 Fin da bambini. Quando i sogni sono tanti e grandi, ma non abbiamo coscienza di quanto siano grandi, né timore che siano irrealizzabili.
 Per crescere, bisogna avere un sogno da realizzare.
 "I have a dream"
affermava Martin Luther King, enunciando qualcosa che sembrava impossibile: l'integrazione razziale in USA negli anni '60. E quel sogno si è realizzato. "Io ho un sogno" ha dichiarato Berlusconi quando è sceso in politica.
 Non importa in quale schieramento politico vi riconosciate: l'importante è coltivare e cercare di realizzare un sogno. Se il sogno è condiviso, se il sogno è collettivo, fa crescere tutta la comunità. Se questo sogno non c'è, si avvia un lento declino e, col tempo, non ci sarà più neppure quella comunità.
 Che sogno ha saputo coltivare Meda finora?
 Che sogno possiamo coltivare per il nostro domani?
 Accontentarsi di conservare un alto livello di benessere conseguito con l'appartenenza al distretto industriale brianzolo? (La "Brianza del mobile" ha creato e distribuito ricchezza). Ma questo non basta e soprattutto non basterà più: la competizione del mercato globale si farà sempre più sentire. Ci sarà sempre qualcuno che potrà superarci per quantità di prodotto o per convenienza del prezzo, qualcuno che produrrà di più a meno.
 La nostra salvezza è saper fare "meglio": l'alta qualità. E saperla trasmettere. Bisogna coltivare il sogno dell'eccellenza. Altrimenti ci aspetta il declino.
 Ma dobbiamo anche capire che ci sono diversi tipi di ricchezza, altrettanto importanti di quella economica-produttiva: quella ambientale, quella culturale e quella sociale.
 Io ho un sogno: che la nostra città riesca a promuovere una crescita di queste "ricchezze" ad un livello almeno confrontabile con quello della sua crescita economico-produttiva.
 I mezzi e le risorse non le mancano.
 Ha una storia e una cultura proprie: deve trasformarle in un sistema museale diffuso sul territorio (mostre permanenti, aziende e botteghe aperte alle visite del pubblico, conservazione degli ambienti caratteristici delle lavorazioni tipiche, ecc.).

 

 

E' assurdo che i Programmi Integrati di Intervento si preoccupino di recuperare le aree produttive dismesse solo a fini residenziali e come dotazione di parcheggi. Che cosa resterà di una vecchia trancia? Nulla!
Eppure, oggi una vecchia trancia è un monumento! Stiamo distruggendo i nostri monumenti per favorire gli insediamenti residenziali. Stiamo tagliando le nostre radici nell'illusione che possa crescere una pianta più bella. Ma da quale seme?Invece dobbiamo coltivare quella pianta, perché questa è la nostra cultura e solo da qui ci verranno frutti buoni e abbondanti nel tempo.
La cultura ha il grande vantaggio che quando si (con)divide, si moltiplica. Possiamo (dobbiamo) fare della nostra città un centro di crescita culturale, capace cioè di produrre e attrarre cultura. Negli anni '60 il mobile di "design" ha svolto questa funzione. Ne hanno beneficiato tutti, anche chi, per imitazione, ha soltanto "seguito una moda", di cui siamo stati peraltro tra i principali creatori.
Sarà lo stesso se ci impegniamo nella qualità: Meda, città della qualità. Tra i monumenti più visitati di Vienna c'è "Eine haus", il complesso di edilizia popolare realizzato per il Comune dall'architetto ecologista Friedensreich Hundertwasser, il cui progetto aveva vinto il relativo concorso: la dimostrazione che un sogno può essere costruito anche con mattoni e cemento.
Per la riqualificazione del centro storico (piazza Cavour, via Solferino, piazza Municipio e il suo collegamento con piazza della Chiesa) avevo proposto un concorso di idee con il coinvolgimento dei cittadini. Purtroppo si è seguita una strada diversa. Aveva operato meglio l'amministrazione leghista della coppia Taveggia-Tagliabue per la progettazione del nuovo C.F.P. Terragni a Meda sud, e oggi ne apprezziamo il risultato e gliene siamo tutti grati.
Puntiamo alla qualità dell'ambiente: quattro "P": "Parchi, Piazze, Portici e Parcheggi" (Questi ultimi interrati). Proteggiamo l'area collinare (altro che ridurre i confini del Parco: Basta cemento!).
Impegniamoci davvero a conseguire l'interramento delle Nord!
Questo è il mio sogno. Ma è anche una speranza che ogni medese con un po' di sangue nelle vene sia disposto a scommetterci per realizzarlo.

Corrado Marelli


"Parchi, Piazze, Portici, Parcheggi"

In una lettera pubblicata sul Giornale di Seregno del 20 ottobre scorso, commentando il nostro slogan “Parchi, piazze, portici e parcheggi” per il Piano di Governo del Territorio, il sig. Flavio Agostoni del Circolo di Alleanza Nazionale lo bolla come “volo pindarico” (della fantasia, suppongo) e afferma: “Sono soprattutto i parchi che ci preoccupano: quante case occorrerebbe abbattere per fare spazio ai parchi in un Comune dove non c’è più un metro quadro libero da costruzioni?”.
Vorrei tranquillizzare il sig. Agostoni e tutti quelli che leggendo la sua lettera possano aver condiviso i suoi timori: lo spazio per creare i parchi c’è, senza bisogno di abbattere nulla.
Lo abbiamo dimostrato ad aprile dello scorso anno, organizzando la festa del "Parco che non c’è" nell’area di via Volturno che da 19 anni è destinata alla creazione di un parco pubblico di quartiere (ma continua a venire utilizzata come parcheggio di automezzi). Però non riusciamo a capire perché l’Amministrazione Comunale (che comprende anche i rappresentanti di Alleanza Nazionale) non abbia ancora avviato i lavori. Non riusciamo a capire perché non sia ancora stato regolamentato l’uso del parco giochi di via Carnia. Non riusciamo a capire perché nella seduta del 23 ottobre scorso anche i due consiglieri comunali di Alleanza Nazionale (così come tutti gli altri otto consiglieri comunali di maggioranza e il Sindaco) abbiano potuto non solo votare contro la realizzazione di un’area a verde in via Magenta, ma addirittura contro la sua acquisizione da parte del Comune, acquisizione che era già stata concordata con i proprietari oltre 30 anni fa e già deliberata oltre 20 anni fa da una Giunta di cui faceva parte anche il consigliere comunale (UDC) Fedele Consonni (che stavolta ha votato contro se stesso!).
Il sig. Agostoni afferma che “è proprio dal centro che si dovrebbe iniziare a riqualificare il paese”. Allora non riusciamo a capire come si possa giudicare positivo l’operato di una Amministrazione

 

(di cui AN è componente essenziale) che nell’area ex-Baserga approva un P.I.I. dove si aumenta l’indice volumetrico da 2 a 3,2 metri cubi per metro quadrato e si consente la monetizzazione degli standard! Non è forse questo un esempio del deprecato concetto: “il metro quadro in funzione esclusivamente del metro cubo” (anzi: in funzione di tre metri cubi!) di cui Agostoni lamenta l'applicazione?
Eppure fra i sette assessori che compongono la Giunta, due sono esponenti di Alleanza Nazionale e altri due consiglieri comunali di AN hanno votato a favore di quel P.I.I..
E dobbiamo ancora ricordare che in Commissione Territorio e Ambiente il vice-sindaco Giuseppe Ferrario (di AN) si è sempre mostrato favorevole alla riduzione dei confini del Parco delle Brughiere. E che, quando il consigliere Corrado Marelli ha presentato una mozione per “prendere in esame la possibilità di realizzare due piani (anziché uno solo) di parcheggi pubblici interrati nell’area del P.I.I. ex-Mascheroni” i due consiglieri comunali di Alleanza Nazionale (al pari di tutti gli altri otto consiglieri di maggioranza e del Sindaco) hanno votato contro, respingendo la sua proposta.
Come ha scritto Agostoni “la distruzione dello spazio urbano della città sta continuando indisturbata negli anni senza soluzione di continuità”, nonostante l’avvicendarsi delle Amministrazioni?
Noi continueremo a proporre interventi concreti (non “pindarici”) per realizzare “parchi, piazze, portici e parcheggi” e per il futuro ci auguriamo che, diversamente da quanto accaduto finora, le nostre proposte trovino in Consiglio Comunale il sostegno anche dei rappresentanti di Alleanza Nazionale.

Emanuela Pandolfo

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